Selezione di appunti, frammenti,
visioni liberamente tratte dalla pagina
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(23 luglio 2013 – 12 settembre
2013)
Recupero della sovranità monetaria
e revisione strutturale del sistema della spesa pubblica: SIMUL
STABUNT, SIMUL CADENT.
Chi afferma "ricominciamo a
stampare le lire, poi faremo le altre cose: dimezzamento della
pressione fiscale, semplificazione degli oneri burocratici,
ripristino dei controlli preventivi di legittimità sugli atti
pubblici, investimenti statali per favorire la ripresa strutturale e
non per creare lavoro buro-indotto, etc." non sostiene forse una
posizione CAPOVOLTA, ma specularmente MOLTO SIMILE, a quella di chi
raccontò "cominciamo dall'unione monetaria, poi faremo le altre
cose: l'unione fiscale, politica, etc."?
Entrambe le
posizioni assegnano a una specifica moneta POTERI TAUMATURGICI.
Il DEMENZIALE ABUSO dell'imposizione
fiscale diretta e indiretta, il DEMENZIALE ABUSO dell'indebitamento
privato, il DEMENZIALE ABUSO di posizione dominante nella gestione
dei servizi essenziali in mano a Oligopoli o Monopoli: tutti questi
fattori concorrono a generare INFLAZIONE.
Suddetta INFLAZIONE, con
buona pace di Monti & Co., è perfettamente, e dolorosamente,
COMPATIBILE con la DEFLAZIONE SALARIALE, ossia l'abbassamento dei
livelli retributivi (per l'esattezza, in quelle vaste aree del mondo
del lavoro dove non sono, o non sono più, PROTETTI).
Con 8.500.000 voti, il 25% alle
politiche, in Parlamento M5S conta poco o nulla.
Già, però anche
il Parlamento nel suo insieme conta poco o nulla, dato che è da
parecchie legislature che le leggi le fa il Governo (su delega o per
decretazione d'urgenza).
Già, però anche il Governo, nella
cornice attuale dell'Eurozona, conta poco o nulla, se per "contare"
si intende qualcosa di più e di diverso dall'aumentare imposte o
travasarle da un contenitore all'altro.
A che cosa ci dobbiamo aggrappare,
oggi?
All'onestà intellettuale, al disprezzo per la demagogia,
alla fatica del concetto, al pragmatismo.
Sono queste, oggi, le
posizioni davvero RIVOLUZIONARIE.
La classe politica e dirigente che per
malafede (e in parte, forse, anche per ignoranza) ha "svenduto"
il tessuto produttivo sano del Paese all' "eurosistema" è
LA MEDESIMA che avalla lo stato di polizia fiscale montiano e si
tiene ben stretta - per interessi di bottega - il peggio della
burocrazia interna, arroccata nei suoi intoccabili privilegi, le
molteplici forme di parassitismo locale peraltro cresciute
esponenzialmente in regime di eurozona: come è stato implementato
nel recente passato da codesti governanti - senza che, è pacifico,
vi fossero costretti dal vincolo esterno - il principio di
sussidiarietà, raccomandato dai trattati europei, nella
proliferazione delle società partecipate? Davvero non ci sarebbero
margini di manovra dentro l'eurosistema? Peraltro si devono additare
e perseguire continuamente capri espiatori (gli evasori fiscali,
addirittura i tassisti come problema nazionale, memento...) o
escogitare provvedimenti risibili (lavoro) o nuove alchimie
contabili. Non si possono quindi dispensare in giro ASSOLUZIONI
usando il vincolo esterno come ALIBI, altrimenti ci si risveglierà
fregati più e peggio di prima. E' evidente che consegnare
l'eventuale sovranità monetaria a QUESTA truppa
parlamentare-governativa non risolverebbe UN SOLO problema
strutturale del Paese, e non è detto che non ne creerebbe di
nuovi...
(per quelli che potrebbero accorgersi di stare
lavorando per il nemico)
Il rapporto tra Stato e Mercato deve
essere ricostruito da capo. Attualmente stiamo sperimentando il
peggio di entrambi.
La modifica all'art. 138 Cost. vorrebbe
portare l’intervallo delle delibere delle due Camere da tre a un
solo mese; accorciare quindi i tempi previsti per l'approvazione di
una legge costituzionale.
Perché mai? Come al solito, si parla
d'altro per non parlare delle questioni reali.
Il punto, ancora
una volta, non sono le procedure, ma le idee, la sostanza delle cose:
quando hanno voluto modificare la Costituzione (Riforma del Titolo V,
art. 81 per "l'equilibrio di bilancio") l'ampio consenso
parlamentare previsto dall'art. 138 è stato trovato senza grossi
patemi. Peraltro, il Parlamento è afflitto da una cronica incapacità
di legiferare, l'attività legislativa di fatto è trasferita da
tempo al governo, su delega o attraverso decretazione "d'urgenza"
poi ratificata dalle due Camere. L'art. 138, con questo vulnus della
democrazia rappresentativa, non c'entra nulla.
Allora perché
mettere mano proprio oggi a quell'articolo? Esso rappresenta,
comunque, la roccaforte grazie alla quale la Costituzione difende se
stessa da manipolazioni troppo facili.
"Ristrutturazione del debito
pubblico" è un'espressione molto educata, patinata, cosmetica,
che fa pensare a qualcosa di buono, come quando si ristruttura una
casa, per ammodernarla, metterla in sicurezza, migliorarla.
In
realtà, all'interno dell'euro, significa bancarotta certa.
Fuori
dall'euro, significa svalutazione massiva della moneta, la quale non
è facilmente prevedibile se comporterebbe o no la bancarotta.
In
entrambi i casi, "ristrutturare" non è cosa gradevole, né
auspicabile.
B. come "imbucato" al party
della sinistra eurista: doveva rovinarla, la festa; in realtà si è
rivelato un intruso assai comodo come "nemico pubblico numero
uno", impareggiabile arma di distrazione di massa. Oggi, tra
Forza Italia Reloaded e Lega riformattata in chiave "anti-euro",
dà la sensazione, ancora una volta, di poter vincere alle urne a
mani basse, tra lo sconcerto dei benpensanti, per poi - chissà -
trattare la non-belligeranza con il Pude talebano...
Gli italiani
sono assuefatti alla tifoseria, non c'è golpettino che tenga:
indimenticabile quello sotto spread del "FATE PRESTO!", con
tanto di festeggiamenti di piazza; poi sono arrivati i tecnici,
quelli veri...
NO APOLOGIZE for B., BUT... che la sinistra eurista
se lo tenga ben stretto: senza di lui, come potrebbe farcela,
nonostante tutto, a tirare avanti?
Ma allora... la sinistra
NON-eurista? MISSING.
E d'altronde gli italiani di quell'altra
cosa là, che comincia per C..., qualunque sia la forma partitica
assunta da un'eventuale sua reincarnazione, l'hanno fatto capire più
di una volta: non ne vogliono proprio sapere.
La CERTEZZA DELL'IMPUNITA' è il
sostrato psicologico, la "tonalità emotiva" di tutti
coloro che negli ultimi vent'anni almeno hanno partecipato e
contribuito, in cambio di credibilità internazionale e posizioni di
potere e prestigio, allo smantellamento dell'Italia. Perfette nullità
collaborazioniste, messe sugli altari a Roma per un annetto o due a
"riformare" su commissione, spesso e volentieri con l'aura
dei "tecnici", e poi lasciate scivolare, a missione
compiuta, nel dimenticatoio mediatico.
Ecco il "grandioso disegno
dell'Unione Europea": anzitutto, grazie a un partito
collaborazionista, sottrarre il ciclostile all'intera classe politica
nazionale, così da costringerla a raccattare soldi in giro
elemosinando, vessando, tartassando, sforbiciando, a seconda dei
casi; fino al punto di farle perdere il consenso persino dei
tradizionali allevamenti di voti, non più nutriti a sufficienza;
così da forzarla a mollare - essendo ormai da un lato
definitivamente invisa all'intera popolazione stremata e dall'altro
allettata da ruoli chiave nelle svendite interne e negli affari
internazionali - la restante sovranità nazionale (il che sarebbe
pure visto come "liberatorio" dalla popolazione) a... A
CHI?
La Costituzione della Repubblica
Italiana, nel Titolo III sui Rapporti Economici (artt. 35-47), non
propugna "la lotta contro il capitalismo tout court", e non
può essere forzata su tale posizione, a meno che non si vada a
precisare esattamente di "quale" capitalismo si sta
parlando.
Un'assemblea costituente europea è
impossibile per il semplice fatto che non esiste un potere
costituente popolare europeo.
Non esiste un'entità identificabile
come "il popolo europeo". Esistono piuttosto popoli europei
eterogenei, ancor oggi - in maniera più o meno "politically
correct" - reciprocamente indifferenti se non ostili, che hanno
passato secoli e secoli a scannarsi a vicenda.
Manca quindi il
presupposto fondamentale per una governance unica europea
democraticamente legittimata ad attuare politiche comuni o coordinate
economiche, industriali, fiscali, del lavoro.
Si procede al
contrario, a passi spediti, verso una governance unica europea minima
o pro forma, e alla liquidazione delle sovranità nazionali a favore
di soggetti sovranazionali "non politici".
Il
processo avviene attraverso il superamento - per rigetto da parte del
corpo elettorale - delle classi dirigenti politiche nazionali, messe
nelle condizioni non di potersi più perpetuare come macchine per la
costruzione del consenso tramite la spesa pubblica a debito, bensì
ridotte al ruolo di privilegiati e implacabili esattori.
In questa
prospettiva, M5S svolgerebbe in Italia la funzione di "facilitatore"
del processo.
Un'obiezione di fondo all'economia
pianificata di Stato è che, storicamente (ulitmi trent'anni?), la
dirigenza politica nazionale, per combinazioni di interessi e
meccanismi di selezione interna, si è dimostrata del tutto incapace
di tutelare o programmare UN SOLO settore attualmente o
potenzialmente STRATEGICO per il Paese; bravissima, al contrario, nel
fare "affari" e nell'allevare sacche CLIENTELARMENTE utili
al proprio tornaconto.
Perché domani dovrebbe essere diverso?
Una
posizione statalista o dirigista che non sappia dare una risposta
concreta a questa domanda e preferisca eluderla puntando il dito
"contro il Mercato cattivo" è destinata a rimanere
intrinsecamente debole.
L'unica deflazione buona è quella
morta.
Continuiamo a vivere immersi in una
micidiale impasse:
dobbiamo riappropriarci delle chiavi di casa,
non dobbiamo riconsegnarle a QUESTI.
Una via d'uscita? Deve essere
chiaro anzitutto che il nodo gordiano non si scioglie, si recide.
Una storiella pescata in Rete... uscire
dall'euro è necessario, ma può bastare, senza un nuovo piano
industriale, a risolvere questa situazione?
"inizio' la sua
giornata molto presto, quando alle sei in punto suono' la sua sveglia
MADE IN TAIWAN. Mentre attendeva che bollisse l'acqua nella sua bella
teiera MADE IN CHINA, si raso' con il suo rasoio elettrico MADE IN
HONG KONG. Indosso' una bella camicia a fiori MADE IN SRILANKA e un
bel paio di pantaloni di marca MADE IN SINGAPORE, poi le comode
scarpe MADE IN KOREA. Si preparo' un tost con il suo tostapane
automatico MADE IN MALAYSIA e si mise a far conti con la sua
calcolatrice MADE IN USA per verificare quanto avrebbe potuto
spendere quel giorno. Sincronizzo' l'ora del suo orologio MADE IN
JAPAN con il segnale orario della radio MADE IN INDIA, sali' nella
sua bella auto MADE IN FRANCE e parti' - come peraltro tutti gli
altri giorni - alla ricerca di un buon lavoro nella sua bella e amata
Italia. Giunta sera, al termine di un'altra giornata avvilente ed
infruttuosa, decise di rilassarsi un po'. Indosso' le sue ciabatte
MADE IN BRAZIL, prese dal frigorifero MADE IN THAILANDIA una bella
birra ghiacciata MADE IN GERMANY e accese la televisione 26 pollici
MADE IN INDONESIA. Mentre osservava stancamente il notiziario CNN,
pensava e non riusciva a capire per quale maledetto motivo non
riusciva a trovare un lavoro in Italia."
Tesi:
la prospettiva sovranista è
la sola capace di contrattaccare alla devastazione sistematica del
tessuto produttivo delle PMI e del "made in Italy".
Domanda:
la
Tesi incarna una posizione di destra o di sinistra?
Risposta:
mentre
la Tesi è con tutta probabilità corretta, la domanda successiva
esprime uno scrupolo privo di significato, utile al massimo per
futili distinguo, oziose divagazioni, sterili
polemiche.
Conclusione:
destra e sinistra sono categorie
vuote.
Oggi "destra" e "sinistra"
sopravvivono in due contesti, quello dell'elucubrazione accademica e
quello propagandistico-elettorale; trattasi in realtà di categorie
ormai vuote, fardelli per il pensiero, gabbie mentali per le quali
sarebbe d'uopo la messa al bando dal vocabolario politico.
Il
concetto di Sovranità è neutro rispetto a tali distinzioni
inservibili, riferendosi a un potere o somma di poteri (o
funzioni).
Il concetto di Nazione deve essere sdoganato, in quanto
finalmente non più problematico: una comunità di individui che
condividono elementi quali linguaggio e cultura (espressioni storiche
di un grado minimo di omogeneità etnica), delimitazione territoriale
(confini), riferimento a una medesima Costituzione (patto sociale).
Esiste una soglia di sopportazione
collettiva all'aumento delinquen-demenziale della pressione fiscale
complessiva?
Stando alle reazioni del popolo italiano, parrebbe di
no.
Un giorno ci sveglieremo: le tasse dirette e indirette saranno
arrivate a quota 100% dei redditi, i risparmi pregressi saranno
finiti.
Impugneremo il telecomando, e seduti in poltrona davanti
al televisore, apprenderemo dal Tg che sono stati istituti, per
decreto legge, i pagamenti delle imposte in natura.
L'entrata nell'Euro è stata una
trappola, ma anche l'uscita potrebbe diventarlo.
Chi
dovrebbe gestire l'uscita eventuale dall'Euro? Perché il Come lo si
farà dipende essenzialmente da questo (uscire "da destra"
o "da sinistra" è una formulazione vuota del problema).
Dunque, qualcuno ha in mente i nomi e i cognomi dei "gestori del
processo papabili"? Quelli che partecipano all'attuale governo?
Gli attuali oppositori in parlamento? I primi non lo farebbero certo
spontaneamente, ma solo per conclamato calcolo elettorale oppure se
costretti dagli eventi. I secondi forse pure. Dubito che entrambi non
ci consegnerebbero a una situazione ancora peggiore (anche se per
motivi diversi) dell'attuale.
Non ci sono scorciatoie rispetto
alla costruzione, ancora possibile, di una nuova classe politica e
dirigente nel Paese, la quale dovrà gestire il processo, che si
imporrà come necessario.